Del Piero in diretta su Instagram: “Il gol più bello quello in azzurro contro la Germania!” - LoStadium.it

Del Piero in diretta su Instagram: “Il gol più bello quello in azzurro contro la Germania!”

Del Piero
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Finalmente si torna a parlare di calcio giocato, con la finale di Coppa Italia alle porte, ma senza ombra di dubbio, durante questo periodo di lockdown, c’è stato tempo anche per ricordare le imprese di alcune delle leggende che hanno scritto la storia bianconera.

Impossibile non pensare subito al suo numero dieci, il “capitano” per eccellenza, Alessandro Del Piero. Una figura che per i tifosi bianconeri ha più contorni mitologici che umani. Uno sportivo che ha rappresentato un simbolo anche dell’Italia intera, soprattutto dal 1995 in avanti, quando le sue famose traiettorie a giro disegnate con il piede destro magicamente si infilavano sotto al “sette” della porta avversaria.  Al punto tale che, nel corso degli anni, gli appassionati di scommesse calcio si sono ritrovati a puntare proprio sulle modalità di gol che avrebbe messo a segno Alex Del Piero.

Del Piero e la rete che chiuse la semifinale contro la Germania nel 2006

Pochi giorni fa, proprio l’ex capitano bianconero è intervenuto nel corso di una diretta della pagina Instagram denominata “Operazione Nostalgia”. Ed ha parlato di alcuni temi molto interessanti, come ad esempio la sua esperienza con la maglia azzurra. Non solo, dal momento che ha rivelato il suo gol più bello, proprio quello con l’Italia in semifinale alla Germania, sia per l’importanza che per il significato, ma anche per tutto quello che rappresentava quella partita, non solo dal punto di vista storico e a livello sociale, ma anche in riferimento al proprio personalissimo momento della carriera.

Impossibile dimenticare, infatti, come l’Italia che riuscì a vincere il Mondiale nel 2006 ricevette una spinta, quantomeno a livello psicologico, involontaria dalla questione Calciopoli. Nel raduno che precedette la partenza per la Germania, infatti, non c’era una sola testata che non puntasse il dito contro i giocatori della Juventus, senza dimenticare come qualche addetto ai lavori arrivò a suggerire pure di scegliere di non partire nemmeno alla volta del ritiro in terra tedesca. Come è stato ammesso anche da Simone Perrotta, compagno di Del Piero in azzurro nel 2006, in una recente intervista che è stata concessa a L’insider, fu proprio lo scandalo di Calciopoli a rendere più forte il gruppo. Certo, di base c’era già una bella alchimia tra i compagni, con dei valori importanti che erano presenti nello spogliatoio. Eppure, quelle vicende e la contestazione insorta un attimo prima di partire per la Germania, con le numerose e feroci critiche rivolte a mister Marcello Lippi, ebbe l’effetto contrario: al posto di abbattere il gruppo, lo cementò, rendendolo più forte e caricandolo, spingendolo a tirare fuori tutto il proprio orgoglio. Ed è per questa ragione che quel gruppo conserverà sempre un ricordo molto forte ed emozionante nei confronti del tecnico viareggino, visto che anche in conferenza stampa ha sempre difeso i suoi ragazzi, con un carisma che è emerso in tutti gli scontri dialettici avuti con i giornalisti.

La previsione azzeccata di Lippi in semifinale e il rammarico per la mancata convocazione nel 2010

E, tra le altre cose, è stato proprio Lippi ad ammettere, diversi anni dopo la vittoria del titolo mondiale, come fosse estremamente convinto che Del Piero, appena entrato in campo contro la Germania, avrebbe lasciato il segno in quella magica semifinale. Chiamale, se vuoi, sensazioni, ma in fin dei conti è anche e soprattutto su questi aspetti che devono basarsi le scelte di un allenatore in panchina.

Come ha sottolineato durante la diretta Instagram con la pagina “Operazione Nostalgia”, l’ex numero dieci bianconero ha sottolineato come la manifestazione del 2006 rappresentava l’ultima occasione per la sua generazione per poter vincere qualcosa. Invece, l’unico rammarico di Del Piero, nella sua esperienza in azzurro negli anni in cui in panchina c’è stato Lippi, derivano dalla convocazione che non è arrivata per il Mondiale 2010, in Sudafrica, a cui, in fondo, ci aveva un po’ sperato.